La prossima bullrun del mercato delle criptovalute sembra ormai alle porte, ma i segnali indicano che potrebbe essere molto diversa rispetto alle precedenti esplosioni del 2019 e del 2022. Non solo la liquidità è diminuita drasticamente, ma l’ecosistema stesso sta subendo trasformazioni significative, con meno partecipazione da parte dei retailer e una concentrazione delle risorse su prodotti sempre più istituzionali, come gli ETF. Questi cambiamenti potrebbero rimodellare le dinamiche del mercato, creando nuove sfide e opportunità.
Negli ultimi mesi, i fondi istituzionali hanno guadagnato terreno, spostando l’attenzione verso prodotti regolamentati e più sicuri. Gli ETF legati a Bitcoin, come quelli gestiti da BlackRock, Fidelity e Ark Invest, stanno attirando flussi di capitale significativi. Giovedì scorso, ad esempio, i fondi spot Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti totali di oltre 365 milioni di dollari, il più grande da luglio. Questo è un chiaro indicatore dell’interesse crescente delle istituzioni verso le criptovalute. Tuttavia, il panorama è molto diverso da quello dominato dai piccoli investitori e dai progetti speculativi di qualche anno fa.

Uno dei fattori che potrebbero limitare l’entusiasmo generale è la scarsità di nuovi progetti di valore. I tempi dei listing esplosivi sembrano ormai lontani, e molti token lanciati di recente hanno faticato a ottenere un impatto significativo. L’esempio più recente è quello di Hamster Kombat, un gioco clicker su Telegram che ha distribuito miliardi di token HMSTR a milioni di utenti, ma nonostante la grande distribuzione e l’interesse iniziale, i risultati sui principali exchange come Binance e OKX sono stati deludenti. Questo trend riflette l’erosione della fiducia degli investitori retail nei confronti dei nuovi progetti, soprattutto quando questi non offrono innovazioni concrete o reali utilità.
Parallelamente, i venture capital, che una volta erano il motore del settore cripto, stanno mostrando segni di insofferenza. Molti faticano a ottenere ritorni significativi sugli investimenti fatti durante i periodi di euforia. La mancanza di progetti solidi e innovativi ha ridotto le opportunità di guadagno, portando a una crescente cautela da parte degli investitori istituzionali, che ora cercano soluzioni più sicure e stabili, come le stablecoin sostenute da asset reali.
In questo contesto, è interessante osservare come la stablecoin UStb, sviluppata da Ethena in collaborazione con Securitize e BlackRock, potrebbe rappresentare un punto di svolta. A differenza delle tradizionali stablecoin, UStb sarà sostenuta da titoli del Tesoro USA tokenizzati, offrendo un profilo di rischio alternativo rispetto ad altre valute digitali come USDe. Questa nuova offerta potrebbe catalizzare una maggiore partecipazione istituzionale, riducendo al contempo la volatilità del mercato, offrendo un’opzione di investimento sicura anche in condizioni di mercato avverse.
Tuttavia, non tutto è roseo. Le recenti dichiarazioni del presidente della SEC, Gary Gensler, sono un monito per l’intera industria. Gensler ha ribadito che senza adeguate protezioni per gli investitori, molte criptovalute non sopravviveranno. Gli esempi di FTX e Celsius, con il loro collasso dovuto a pratiche poco trasparenti e regolamentate, sono un campanello d’allarme per un settore che, pur innovativo, deve ancora trovare un equilibrio tra decentralizzazione e sicurezza.
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Gary Gensler says crypto will have a hard time with adoption due to a lack of trust because of scammers.
But wasn’t it literally his job to protect the public against such scammers like FTX?
I think the public has a hard time trusting him more than anything 🤡 pic.twitter.com/uTnM5Wh2qd
— Layah Heilpern (@LayahHeilpern) September 26, 2024



