Donald Trump ha vinto. Questa è la notizia che tutti gli appassionati, gli stakeholders e operatori del settore crypto stavano aspettando. Le elezioni presidenziali statunitensi hanno scatenato un’ondata di reazioni immediate dopo la lunga notte, qui in Italia, con la chiusura dei seggi elettorali: Bitcoin ha superato la soglia storica dei 75.000$ e questo ha messo già subito a tacere tutti i ribassisti. E ce n’erano tanti.
Questa crescita di quasi il 10% nelle ultime 24 ore è stata sostenuta da massicce liquidazioni di posizioni corte per un totale di oltre 100 milioni di dollari.
La notizia ha alimentato un sentimento rialzista tra gli investitori, con flussi istituzionali nei fondi di Bitcoin che hanno superato i 22,5 miliardi di dollari da inizio anno, dimostrando un forte interesse anche da parte dei gestori patrimoniali.
Ma l’onda di entusiasmo non si è fermata solo a Bitcoin. Anche le memecoin, come Dogecoin (DOGE), hanno registrato un notevole rialzo, salendo del 20% in 24 ore. Questo boom è stato in parte stimolato dalla proposta scherzosa di Elon Musk di creare un “Department of Government Efficiency” (DOGE) per la campagna di Trump, portando Dogecoin a superare XRP e a diventare la settima criptovaluta per capitalizzazione di mercato. E anche questo, non è poco.
Ci sono previsioni che parlano addirittura di una spinta su DOGE verso un ulteriore rialzo del 100-1000%. Tuttavia, gli analisti consigliano cautela e una ricerca approfondita (DYOR) prima di fare investimenti.
Il panorama politico statunitense si è rivelato favorevole al settore delle criptovalute grazie a importanti vittorie per i sostenitori di politiche pro-crypto. Bernie Moreno, imprenditore blockchain, ha spodestato Sherrod Brown in Ohio, aprendo la strada a un Senate Banking Committee a maggioranza repubblicana, propenso a promuovere leggi come il Financial Innovation and Technology for the 21st Century Act (FIT21). Inoltre, il PAC crypto Fairshake, supportato da giganti come Coinbase e Ripple, ha ottenuto una vittoria strategica alla Camera, garantendo un supporto per politiche più permissive.
Dettagli che in queste ultime ore sembrano passare in secondo piano, chiaramente, dopo l’annunciata vittoria del Tycoon, ma potremmo dire anche in questo caso che, non è poco.
Restando in tema altcoin, Solana (SOL) ha registrato una crescita impressionante del 17%, superando BNB Chain e consolidandosi come la quarta criptovaluta per capitalizzazione. Gli analisti ipotizzano che SOL possa raggiungere i 1.000$ entro il 2025, soprattutto se dovesse essere approvato un ETF sulle criptovalute, altro tema discusso da tempo insieme a quello di XRP.

In Italia, fino ad un giorno prima, sembrava ci fosse un testa a testa nella sfida Trump-Harris, ma i dati già subito dopo la chiusura delle elezioni erano evidenti, schiaccianti. Si parla addirittura di un risultato annunciato anche se i media hanno fatto in modo di “attutire” la notizia. Chi era già sul “carro” Bitcoin oggi gioisce e Twitter/X esplode di meme e post di festa, chi non ci ha mai creduto o ha preferito seguire i media internazionali o ancora peggio, quelli locali, si sta mangiando le mani e probabilmente si starà facendo due calcoli. Anche questo, potremmo dire, che non è poco.



