L’anno 2024 ha visto una crescente convergenza tra intelligenza artificiale (AI) e blockchain, un trend che promette di rivoluzionare il settore delle criptovalute. Mentre in passato l’attenzione si concentrava sulla decentralizzazione dell’infrastruttura per l’input di dati e l’addestramento di modelli AI, ora l’obiettivo si è spostato sullo sviluppo di “agenti AI”: bot intelligenti capaci di eseguire compiti complessi in modo autonomo.
Storicamente, progetti come Numerai (2015) si basavano sul crowdsourcing di dati per decisioni di investimento, mentre BitTensor (2023) adottava un approccio più decentralizzato allo sviluppo di modelli AI avanzati, simili a ChatGPT. Tuttavia, il 2024 ha segnato un punto di svolta con l’avvento di agenti AI focalizzati su attività specifiche come il trading di criptovalute, la gestione di portafogli e l’interazione con gli utenti.
Un esempio emblematico di questa nuova tendenza è Truth Terminal, un chatbot sviluppato da Andy Ayrey nel marzo 2024. Grazie alle sue risposte argute su X (ex Twitter) e all’integrazione con un wallet crypto, Truth Terminal ha attirato l’attenzione, culminata con una donazione di 50.000 dollari in Bitcoin da parte del venture capitalist Marc Andreessen nel luglio dello stesso anno. L’influenza di Truth Terminal è andata oltre, ispirando la creazione della meme coin Goatseus Maximus (GOAT), con una parte della fornitura airdroppata al bot. Il successivo aumento della capitalizzazione di mercato di GOAT, che ha superato i 300 milioni di dollari, ha reso Truth Terminal il primo chatbot AI a raggiungere lo status di milionario.
Questo successo ha innescato un effetto domino, portando all’integrazione di agenti AI in DAO (Organizzazioni Autonome Decentralizzate) di venture capital focalizzate su investimenti crypto, come ai16z, un fondo tokenizzato gestito dalla comunità che utilizza l’AI e supervisiona il framework di sviluppo Eliza, per la creazione di altri agenti.
Ma come funzionano concretamente questi agenti AI all’interno di una rete blockchain? James Ross, fondatore di Mode (una rete Layer 2 focalizzata sullo sviluppo di agenti), spiega che:
“un agente AI su una blockchain è essenzialmente uno smart contract in grado di eseguire decisioni in modo indipendente in base ai dati, senza approvazione umana“.
Gli sviluppatori possono implementare controlli di accesso per definire le condizioni in cui gli agenti possono operare, aprendo nuove possibilità di applicazione dell’AI nella blockchain. In pratica, ogni agente può funzionare come una dApp (applicazione decentralizzata) con il suo token di utilità.
L’utilizzo di agenti AI per la gestione di wallet crypto e la firma di chiavi private apre la strada a nuove applicazioni, dalla supervisione e verifica dei nodi blockchain all’esecuzione di trade per conto di altri utenti. L’obiettivo principale è migliorare l’esperienza utente e automatizzare le interazioni con gli asset basati su blockchain, offrendo funzionalità simili alle applicazioni software-as-a-service (SaaS) tradizionali.
Eito Miyamura, ricercatore crypto e fondatore della rete di sicurezza basata su AI GatlingX, sottolinea il potenziale degli agenti AI nei pagamenti crypto, dove possono operare con maggiore libertà rispetto ai sistemi di pagamento tradizionali, soggetti a maggiori vincoli normativi. Miyamura ritiene che “il caso d’uso ideale per gli agenti AI è quando si desidera un agente che lavori ed effettui pagamenti crypto, acquisti e transazioni finanziarie”.
Ross di Mode evidenzia come le criptovalute, a differenza dei sistemi Web2, consentano la creazione di wallet trustless e permissionless, permettendo agli agenti AI di operare liberamente e aggiungere valore a settori come la DeFi (Finanza Decentralizzata). A tal proposito, cita lo sviluppo di Giza, un agente di ottimizzazione del rendimento che opera sulla blockchain di Mode per massimizzare i profitti DeFi. Gli utenti possono configurare un wallet con Giza, che analizza diversi protocolli DeFi e, tramite un modello di machine learning off-chain, sposta i fondi per ottenere i migliori rendimenti.
Tuttavia, gli agenti AI nel settore crypto sono ancora “semi-autonomi”, operando sotto supervisione umana. La verifica on-chain delle decisioni AI richiede ancora l’intervento umano, almeno fino a quando non verrà sviluppato un metodo di verifica più affidabile. Nonostante ciò, si prevede che l’autonomia completa degli agenti sulle reti blockchain sia solo questione di tempo.
Insomma, non esiste solo il mondo Bitcoin, Ethereum, e Altcoin a muovere il mercato crypto, sembra farsi strada un nuovo e promettente scenario, ma come al solito e come tutte le “bolle”, vanno ponderati tutti i fattori in gioco e non farsi prendere dalle manie dei profitti facili.



