Sembra prospettarsi un periodo molto interessante per il mercato crypto in ambito istituzionale: prendiamo Ethereum, la cui quota dell’offerta totale detenuta da società pubbliche è schizzata al 2,57% in soli tre mesi, partendo da un misero 0,05%. Questo balzo non è casuale: riflette un’aggressiva accumulazione da parte di tesorerie di asset digitali e aziende quotate. Se questo trend persiste, la quota di ETH potrebbe superare quella di Bitcoin, attualmente al 4,03%, in crescita dal 3,58% di tre mesi fa. Bitcoin, pilastro delle crypto, continua a dimostrare resilienza, ma questo trend sta accelerando l’interesse istituzionale verso alternative come ETH, dove smart contract e DeFi beneficiano di modelli predittivi avanzati.

Questo slancio si estende a Solana, con le sue holding aziendali al 0,87% dell’offerta totale, equivalenti a circa 4,71 milioni di SOL, aumentati del 15% nelle prime due settimane di settembre 2025. L’accordo PIPE da 1,65 miliardi di dollari di Forward Industries per una tesoreria SOL, confermato da prove on-chain di Arkham. Non è un caso che emergano nuovi tesorieri digitali su Solana, come l’Helius Medical Technologies con i suoi 500 milioni raccolti da Pantera Capital e Summer Capital. Nota bene: l’Helius DAT non ha legami con Helius Labs, una coincidenza nominale che non altera il quadro. SOL ha guadagnato oltre il 20% a settembre, superando Bitcoin e Ethereum.
Passando alle performance del 2025, Bitcoin ha consegnato un solido 25% da inizio anno, battendo il 12,5% dell’S&P 500 e confermando il suo ruolo come diversificatore di portafoglio. In un mercato frammentato da altcoin, la strategia “buy and hold” per Bitcoin si è rivelata vincente. Ethereum, dopo critiche per prestazioni deboli nel 2024 e inizio 2025, ha invertito la rotta da metà agosto, raggiungendo un 40% YTD e superando Bitcoin di 15 punti percentuali. Questa ripresa è legata a un’attività on-chain rinvigorita, con protocolli DeFi che sfruttano AI per previsioni accurate, anche se non al livello dei cicli passati. L’AI qui agisce come catalizzatore, analizzando dati per anticipare rialzi, suggerendo che la forza di Ethereum potrebbe segnalare una ripresa ecosistemica più ampia.

Questo flusso di capitali e performance si intreccia con il mondo delle stablecoin, dove USDC di Circle domina con 72 miliardi di dollari in circolazione, distribuiti principalmente su exchange come Coinbase (23%), Binance (14%) e Hyperliquid (8%). Tuttavia, l’annuncio di USDH da Hyperliquid sfida questo status quo: emittenti propongono modelli di revenue sharing che riacquistano token HYPE, diversamente da USDC dove i rendimenti finiscono direttamente a Circle. Se USDH decolla, potrebbe ridisegnare l’allocazione, ma USDC mantiene un vantaggio normativo negli USA, potenziato da AI per compliance e risk management.

In questo unicuum, le crypto stanno viaggiando tra speculazione e infrastruttura finanziaria. E le prossime settimane fino alla fine del 2025 le notizie attese sia macroeconomiche che di settore si preannunciano molto interessanti.



