Apple ha deciso di mettere in pausa lo sviluppo della versione rinnovata del suo visore Vision Pro per concentrare tutte le energie su un progetto ben più ambizioso: gli occhiali smart dotati di intelligenza artificiale. La mossa strategica arriva dopo il tiepido successo commerciale del Vision Pro originale, lanciato a febbraio 2024 al prezzo proibitivo di 3.499 dollari.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, il colosso di Cupertino sta riallocando il personale che lavorava al progetto N100, la versione economica del Vision Pro prevista inizialmente per il 2027, verso la divisione dedicata agli occhiali intelligenti. Questa decisione rappresenta un cambio di rotta significativo nella strategia hardware di Apple, che sembra aver preso atto della difficoltà nel conquistare il mercato consumer con dispositivi ingombranti e costosi.
I dirigenti dell’azienda avrebbero definito il Vision Pro originale come un prodotto sovra-ingegnerizzato, troppo pesante e troppo costoso per una diffusione di massa. Le vendite deludenti, con appena 400.000 unità spedite nel 2024, hanno costretto Apple a ripensare completamente il proprio approccio al computing spaziale. Non è un caso che il marketing del visore sia stato successivamente reindirizzato verso il settore enterprise e business piuttosto che verso i consumatori.
Apple sta ora sviluppando almeno due modelli distinti di occhiali smart. Il primo, denominato N50, funzionerà come dispositivo companion collegato all’iPhone, senza display integrato e con l’obiettivo di essere presentato già nel 2025 per un lancio commerciale nel 2027. Il secondo modello, più avanzato e dotato di display proprio, è stato accelerato rispetto alla timeline originale del 2028 per competere con i prodotti simili già presenti sul mercato.
La vera scommessa di Apple si gioca sull’intelligenza artificiale. I nuovi occhiali utilizzeranno Apple Intelligence e una versione completamente rinnovata di Siri, prevista per marzo prossimo, come interfaccia principale. I dispositivi integreranno un chip proprietario, fotocamere per la cattura di contenuti e funzionalità di controllo vocale, posizionando gli occhiali come la prossima grande categoria hardware dell’azienda.
Questa mossa segue il successo riscontrato dai Meta Ray-Ban smart glasses, che hanno dimostrato come il mercato sia più ricettivo verso wearable leggeri e discreti piuttosto che verso visori ingombranti. Apple sta essenzialmente ammettendo che il futuro della realtà aumentata non passa necessariamente attraverso headset costosi, ma attraverso dispositivi che le persone possano indossare quotidianamente senza sentirsi alieni.
La produzione del Vision Pro potrebbe cessare entro la fine dell’anno, con Apple che ha già accumulato componenti sufficienti per soddisfare la domanda fino al 2025. Un epilogo amaro per un prodotto che doveva rivoluzionare il modo in cui interagiamo con la tecnologia, ma che si è rivelato troppo avanti rispetto alle aspettative e alle tasche dei consumatori.
La vera partita si gioca ora nel segmento degli smart glasses, dove Apple arriva in ritardo rispetto a Meta ma con l’ecosistema e l’esperienza nell’integrazione hardware-software che l’hanno resa un gigante. Se c’è un’azienda capace di trasformare una categoria di nicchia in un prodotto di massa, quella è proprio Apple. Ma stavolta dovrà dimostrare di aver imparato la lezione: nel mercato dei wearable, leggerezza e praticità battono le specifiche tecniche impressionanti.
Eh si, la domanda che si fanno tutti ma nessuno ha il coraggio di dire (soprattutto i dirigenti Apple), è sempre la stessa: dove saremmo oggi con questo device se a disegnarlo fosse stato Steve Jobs?
La risposta, forse, la sappiamo già.
Ecco la fonte: https://ca.finance.yahoo.com/news/apple-takes-down-app-allows-105324199.html



