Nel fine settimana, i mercati delle criptovalute hanno subito un duro colpo in seguito all’annuncio dei nuovi dazi del presidente Donald Trump. Bitcoin ha registrato un calo superiore al 10%, mentre Ethereum ha perso il 36%. Ancora più drammatico il crollo dei principali memecoin, che hanno visto un ribasso di oltre il 40%. Questo forte sell-off riflette un’ondata di avversione al rischio tra gli investitori, preoccupati per le conseguenze economiche delle politiche commerciali statunitensi.

Prospettive del mercato: volatilità nel breve termine, rialzo nel lungo periodo
Gli analisti di Bernstein ritengono che le tensioni commerciali possano pesare sul settore nel breve termine, ma vedono segnali di ripresa nel lungo periodo. Secondo il loro studio, l’interesse crescente degli investitori istituzionali e un ambiente normativo più favorevole negli Stati Uniti potrebbero sostenere un nuovo slancio rialzista per Bitcoin, con una previsione di prezzo ambiziosa: 200.000 dollari entro la fine del 2025.
Jeff Park, responsabile di Alpha Strategies presso Bitwise, ha interpretato i dazi di Trump come una strategia per indebolire il dollaro e ridurre i rendimenti dei titoli di Stato USA. Questo scenario potrebbe favorire un’impennata del Bitcoin, spingendo gli investitori a cercare asset alternativi di riserva di valore. Tuttavia, non tutti condividono questa visione ottimistica.
Rischi geopolitici e critiche alle politiche di Trump
L’analista Alex Krüger ha messo in guardia sui possibili contraccolpi economici derivanti da una guerra commerciale: se le nuove tariffe innescassero ritorsioni da parte di altri Paesi, l’economia statunitense potrebbe risentirne, spingendo la Federal Reserve ad adottare una politica monetaria più restrittiva.
L’ex Segretario del Tesoro Lawrence Summers ha criticato apertamente la strategia di Trump, definendola economicamente irrazionale. Al contrario, il miliardario gestore di hedge fund Daniel Loeb ha sottolineato come i dazi possano essere anche un efficace strumento geopolitico. Anche nel settore crypto ci sono opinioni contrastanti: il fondatore di Aave, Stani Kulechov, e il co-fondatore di Solana, Anatoly Yakovenko, vedono nei dazi un’opportunità di ristrutturazione dell’industria, con le criptovalute che potrebbero diventare una copertura contro le turbolenze economiche.
Rimbalzo del mercato e prospettive future
Dopo il crollo iniziale, il mercato ha registrato un forte rimbalzo nella giornata di ieri, a seguito della notizia che i nuovi dazi sul Messico saranno sospesi per un mese dopo un accordo tra i due governi. Poco dopo arriva il congelamento dei dazi anche su Canada, sebbene l’ipotesi di un 10% resti ancora possibile. Inoltre, Trump sta valutando ulteriori restrizioni commerciali contro l’Unione Europea.

La volatilità dei mercati crypto sembra destinata a proseguire nelle prossime settimane, con gli investitori che monitorano attentamente sia le politiche statunitensi sia le risposte dei governi stranieri. In questo scenario, Bitcoin potrebbe confermarsi ancora una volta come un asset rifugio nei momenti di incertezza economica globale. Al di là dell’impatto negativo iniziale che ha senz’altro scoraggiato in particolare piccoli e medi crypto investitori.



