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Home » Bitcoin » Google accelera il “Q-Day” al 2029: la crittografia di Bitcoin ed Ethereum potrebbe crollare in minuti, non anni

Google accelera il “Q-Day” al 2029: la crittografia di Bitcoin ed Ethereum potrebbe crollare in minuti, non anni

Google ridimensiona il rischio quantistico: i computer quantici potrebbero rompere la crittografia ellittica in soli 500.000 qubit entro pochi minuti, non più in decenni.
RedazioneBy Redazione1 Aprile 2026
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Il 25 marzo 2026, Google ha fatto qualcosa di raro per una grande azienda tech: ha accelerato consapevolmente il calendar dell’apocalisse. Non per dramma, ma per serietà. La company ha annunciato ufficialmente che la migrazione verso crittografia post-quantica deve avvenire entro il 2029, non il 2030 o il 2035 come i timeline tradizionali suggerivano. La ragione? Tre paper peer-reviewed pubblicati in tre mesi hanno drasticamente ridotto le stime sul numero di qubit fisici necessari per rompere gli algoritmi crittografici moderni, con implicazioni dirette per Bitcoin e Ethereum.

Il paper più dirompente arriva da Google Quantum AI stesso, co-firmato da Justin Drake dell’Ethereum Foundation e Dan Boneh di Stanford. Mostra che l’elliptic curve cryptography che protegge ogni wallet di Bitcoin e Ethereum potrebbe essere rotta da un computer quantico con meno di 500.000 qubit fisici, in pochi minuti, non giorni. Per darvi contesto: le stime precedenti, da Litinski nel 2023, parlavano di 9 milioni di qubit. Questo significa un ridimensionamento di venti volte, da una curva esponenziale dove il tempo si comprime drammaticamente.

La portata della scoperta non deve essere sottovalutata. Quando firmate una transazione blockchain, il vostro public key rimane esposto. Oggi, nessun computer, quantico o classico, può derivare il vostro private key dal public key. Un computer quantico che esegua Shor’s algorithm potrebbe farlo. Questo significherebbe firme contraffatte, wallet drenati, cronologie riscritte. Non è teoria: è la descrizione tecnica esatta di come la crittografia ellittica verrebbe decostruita.

La comunità crypto non è rimasta passiva. A febbraio 2026, Bitcoin ha introdotto BIP 360, la prima proposta ufficiale per una firma quantistica resistente. Il Bitcoin Quantum testnet è stato lanciato il 12 gennaio 2026 con lo scopo esplicito di testare come funzionerebbe uno schema di firma resistente al quantico su una blockchain vera. Vitalik Buterin ha annunciato aggiornamenti per Ethereum rivolti allo stesso obiettivo. La stima più conservatrice suggerisce che il ciclo completo di upgrade quantico per Bitcoin richieda circa sette anni dalle proposte alla diffusione mondiale.

C’è però una biforcazione nel timeline. Google parla di 2029 come scadenza per un attacco quantico credibile sulle infrastrutture Internet pubbliche. Ma il linguaggio del paper suggerisce anche che substantial expertise, experimental development effort e architectural design rimangono necessari per trasformare il circuito teorico in una macchina reale. Non è uno switch che accendi domani. Ma è il riconoscimento a livello istituzionale, da Google, che il “quando” è passato da “mai nella mia vita” a “manca meno di tre anni”.

Sul lato positivo, il fatto che il quantum computing richieda centinaia di migliaia di qubit significa che un’attacco non sarà lo stunt di un attore statale casuale, ma il risultato di un investimento infrastrutturale visibile a mesi di distanza. Gli algoritmi post-quantici sono già standardizzati dal NIST. Le blockchain hanno tempo, ma non tanto quanto credevano di avere sei mesi fa.

La vera domanda non è se Bitcoin e Ethereum sopravviveranno al quantum computing. È se riusciranno a fare la transizione abbastanza velocemente senza fratture, fork involontari o migliaia di indirizzi vecchi rimasti dietro a utilizzare crittografia ormai debole. Google ha tirato avanti il calendario non per spaventare, ma perché gli scienziati che hanno fatto il calcolo sanno che la matematica non si nega. E il 2029 è qui dietro l’angolo, non nei film di fantascienza.

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