Open USD non è l’ennesima stablecoin, ma un tentativo di riscrivere chi incassa davvero il valore generato dai dollari tokenizzati. Il progetto, sostenuto da oltre 140 partner tra cui Visa, Stripe, Coinbase, Mastercard e BlackRock, punta a distribuire ai membri della rete la maggior parte dei ricavi sulle riserve, invece di concentrarli in mano a un singolo emittente.
Il punto più interessante non è solo la lista dei nomi, ma il cambio di logica. Nel modello tradizionale, una stablecoin come USDC concentra la rendita nell’emittente e nei partner più stretti; Open USD prova invece a trasformare la stablecoin in un’infrastruttura condivisa, con governance indipendente e incentivi distribuiti. Questo spiega perché il mercato abbia letto la notizia come una sfida diretta al vantaggio economico di Circle, che infatti ha reagito con debolezza in Borsa alla nuova iniziativa.
Per capire cosa c’è davvero dietro, bisogna guardare alla parte meno visibile ma più importante: il float. Chi controlla i flussi di mint e redeem, e soprattutto chi trattiene gli interessi generati dalle riserve, controlla il cuore economico della stablecoin. Open USD prova a spostare quel vantaggio dal solo issuer alla rete che lo distribuisce, e questo è molto più di un dettaglio tecnico: è una battaglia per la cattura del valore nel nuovo sistema dei pagamenti.
Per Bitcoin e Ethereum, questa notizia conta perché conferma che la vera competizione non si gioca solo sul prezzo degli asset, ma su chi costruisce la liquidità, l’infrastruttura e gli incentivi attorno a essi. Se Visa e Stripe decidono di stare dentro il gioco, significa che la stablecoin non è più un esperimento crypto: è il livello base della finanza programmabile.
C’è poi un aspetto strategico da non sottovalutare: il fatto che Coinbase partecipi a Open USD mentre mantiene accordi economici su USDC indica che il mercato sta entrando in una fase di doppia esposizione, dove i grandi operatori non scelgono un solo cavallo, ma si posizionano su più binari contemporaneamente. È il segnale tipico dei cambi di regime: quando tutti vogliono partecipare alla stessa tavola, vuol dire che la cena è già iniziata e il conto sarà salato per chi resta fuori.


