In questo ultimo periodo i social media sono stati inondati da contenuti fuorvianti riguardanti le posizioni nette corte sui futures di Ethereum (ETH) al Chicago Mercantile Exchange (CME). Alcuni account con numerosi follower hanno interpretato erroneamente questi dati, suggerendo un sentiment estremamente ribassista da parte degli investitori e prospettando possibili short squeeze.
Sebbene i dati mostrino un aumento delle posizioni short, è fondamentale contestualizzarli. Molti investitori istituzionali adottano strategie di trading “delta-neutral”, come il “basis trading” o arbitraggio. In queste operazioni, si acquista l’asset nel mercato spot o tramite ETF e, contemporaneamente, si apre una posizione short sui futures. L’obiettivo è trarre profitto dal tasso di finanziamento (funding rate) che i trader long sui futures pagano per mantenere le loro posizioni durante i mercati rialzisti, mantenendo un’esposizione neutrale grazie alla copertura delle posizioni.
Recentemente, gli ETF su Ethereum hanno registrato afflussi significativi. Ad esempio, il 3 febbraio 2025, gli ETF su Ethereum negli Stati Uniti hanno raggiunto un volume di scambi record di 1,5 miliardi di dollari, superando il precedente picco di 1,22 miliardi di dollari del dicembre 2022.

Questi afflussi non indicano necessariamente un sentiment rialzista, ma possono essere parte delle strategie di arbitraggio menzionate. Pertanto, interpretare l’aumento delle posizioni short come un segnale di pessimismo sul futuro di ETH è fuorviante. Molti investitori istituzionali preferiscono ottenere rendimenti stabili attraverso strategie delta-neutral piuttosto che esporsi direttamente alla volatilità di ETH.
E’ essenziale analizzare i dati nel loro contesto e comprendere le strategie sottostanti prima di trarre conclusioni affrettate, soprattutto per chi si avvicina ad una tipologia di asset “giovane” come quella delle cryptovalute e si seguono profili di influencer che cercano solo qualche click in più.
Noi di Blockworld suggeriamo di seguire questo profilo, tra i più competenti nel settore sia web2 che web3 a cui ci siamo ispirati per questo articolo:
La scarsa qualità dei contenti sui social, quando non vera e propria disinformazione, ormai ha raggiunto livelli imbarazzanti.
La cosa più triste è che quasi sempre avviene ad opera di account con centinaia di migliaia di followers, i cui post raggiungono milioni di… pic.twitter.com/b7LDvyrLlu
— Cristian Palusci (@Criv81) February 10, 2025



