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Home » Altcoin » Ethereum sfida Bitcoin nei futures mentre DeFi torna a generare utili: è l’estate della svolta?

Ethereum sfida Bitcoin nei futures mentre DeFi torna a generare utili: è l’estate della svolta?

Bitcoin rallenta nei volumi, Ethereum si avvicina e la DeFi riscopre la sua redditività. L’estate 2025 potrebbe essere un punto di svolta per i mercati crypto.
RedazioneBy Redazione9 Luglio 2025Updated:9 Luglio 2025
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C’è un vento nuovo che soffia nei mercati crypto e, anche se non è ancora diventato tempesta, si fa sentire forte e chiaro tra i volumi di scambio, le fee incassate e i nuovi equilibri nel trading dei derivati. A guidare il cambiamento c’è la crescita impressionante del rapporto tra volumi futures nei DEX rispetto ai CEX, arrivato all’8% nel solo mese di giugno 2025. Mai si era toccato un livello simile, segnale evidente di una decentralizzazione che sta prendendo forma non solo come narrativa ideologica, ma come realtà concreta nei numeri del mercato.

A trainare questa crescita c’è soprattutto Hyperliquid, che da sola ha generato oltre 210 miliardi di dollari in volume di perpetual futures a giugno. Un dato in calo del 15% rispetto al mese precedente, sì, ma che appare straordinario se confrontato con Binance, che nello stesso periodo ha perso il 20%. Questo differenziale ha spinto il rapporto Hyperliquid/Binance al nuovo massimo dell’11,3%, confermando la forza relativa del protocollo decentralizzato. A rafforzare la tendenza ha contribuito anche APX Finance, oggi fusa con Astherus sotto il brand Aster, che con oltre 34 miliardi di dollari di volume ha fatto segnare un aumento del 350% mese su mese, spinto da programmi incentivanti aggressivi. I dati parlano chiaro: i DEX non sono più il cugino nerd dei CEX, ma stanno diventando protagonisti in una scena dove la fiducia è sempre più on-chain.

E se i volumi raccontano il cambiamento, i ricavi ne confermano la sostenibilità. Dopo mesi di flessione, i protocolli DeFi stanno tornando a macinare profitti. Le fee mensili totali si aggirano oggi attorno ai 577 milioni di dollari, con un rimbalzo del 58% rispetto al minimo di aprile. Questa ripresa coincide con una nuova fase di vitalità delle piattaforme decentralizzate, alimentata da volumi in crescita e da modelli di business sempre più raffinati. PancakeSwap, ad esempio, domina la scena con oltre 275 milioni di dollari in commissioni, seguita da Uniswap e da lending protocol come Aave e MakerDAO che riescono a incassare attraverso interessi e penalità di liquidazione.

A fare la differenza è proprio la capacità della DeFi di offrire soluzioni peer-to-peer senza intermediari, tagliando i costi e alzando i margini. I protocolli non solo sopravvivono, ma evolvono: ottimizzano le fee, fidelizzano l’utenza e riescono a generare valore anche in ecosistemi ad alta volatilità come quello delle memecoin, dove Pump.fun si distingue per la frequenza di transazioni che, pur piccole, si sommano in volumi significativi. Si sta delineando una nuova economia decentralizzata, che monetizza in modo organico e disintermediato, sempre meno dipendente dal contesto bancario tradizionale.

Ma il cambiamento più dirompente non si misura solo nei volumi o nei bilanci. Lo si percepisce nei rapporti di forza che regolano le gerarchie tra le principali criptovalute. Il rapporto tra i volumi dei futures di Ethereum e quelli di Bitcoin è salito al 98%, praticamente alla pari. Un dato che sembra uscire da un altro ciclo rispetto all’autunno del 2024, quando Ethereum sembrava destinato a un declino strutturale, soffocato da fee elevate, concorrenza agguerrita e incertezza regolatoria. Oggi Ethereum torna a respirare, spinto dalla diffusione dei Layer 2, dall’attività DeFi in aumento e da una narrativa che lo vede nuovamente come fulcro dell’innovazione.

Nel frattempo, Bitcoin continua a rappresentare la solida ancora istituzionale dei mercati, ma il suo dominio inizia a scricchiolare sotto il peso di nuove aspettative. Con l’arrivo di ETF su Solana e XRP, lo scenario dei derivati si fa ancora più competitivo. Ma Ethereum ha dalla sua parte un ecosistema maturo, una base di sviluppatori consolidata e un vantaggio tecnologico che potrebbe rivelarsi decisivo nella nuova fase di adozione istituzionale.

Chi guarda solo ai numeri assoluti rischia di perdersi il senso della direzione. Quello che sta accadendo non è un semplice rimbalzo estivo né un cambio di preferenze momentaneo. È una ridefinizione delle regole del gioco, dove i DEX sono finalmente all’altezza dei CEX, la DeFi genera utili come un’azienda solida e Ethereum inizia a mordere davvero i talloni di Bitcoin. Se c’è una verità nei mercati crypto, è che nulla resta uguale per troppo tempo. E stavolta, la rivoluzione non chiede il permesso: entra dalla porta principale, con volumi, fee e futures alla mano.

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